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Quarant'anni dalla morte di Aldo Moro: l'enigma irrisolto

Cresce il sospetto che dietro la sua morte ci sia una verità incofesssabile

09/05/2018, 18:52 | Attualità

Sono passati ben 40 anni dalla morte di Aldo Moro, presidente dellla Dc, l'unico che credeva nella rincongiuzione socialdemocratica con il Pci per sbloccare la democrazia italiana, il famigerato compromesso storico.

La sua morte è ancora un grande punto interrogativo, un perchè ancora irrisolto.

Alle 12.30 della mattina del 9 maggio 1978, il telefono squillò a casa del professor Francesco Tritto, un assistente universitario di Aldo Moro. "Pronto, chi parla?". "Sono il dottor Nicolai" rispose una voce giovane. Ma a chiamare era il brigatista rosso Valerio Morucci, 29 anni, uno dei cervelli dell'operazione: "Lei deve comunicare alla famiglia che troveranno il corpo dell'onorevole Aldo Moro in via Caetani. Lì c'è una R4 rossa. I primi numeri di targa sono N5".

Il 9 maggio verrà ritrovato il corpo di Moro, una morte già annunciata da un comunicato numero 9 che aveva annunciato, il 6 maggio, l'imminente morte: "Concludiamo la battaglia, eseguendo la sentenza a cui Moro è stato condannato".

Nessuno credeva più nella vita di Moro: Il Vaticano aveva segretamente raccolto una grande cifra per pagare un eventuale riscatto. Il presidente della Repubblica Giovanni Leone aveva sul tavolo le carte per concedere la grazia a un terrorista che non si era macchiato di crimini di sangue. Ma il governo presieduto da Giulio Andreotti e sostenuto dal Pci non voleva cedere ai terroristi. E così la sentenza fu eseguita. 

Il 9 maggio il cadavere di Moro fu ritrovato adagiato nel bagagliaio della R4 rossa usata dai brigatisti per l'ultimo viaggio del presidente. La macchina era parcheggiata in via Caetani, a metà strada tra Piazza del Gesù, dove si trovava la sede della Democrazia, e via delle Botteghe Oscure, dov'era il quartier generale del Pci: i due partiti del compromesso storico che le Br avevano deciso di combattere imbracciando il mitra.

Da quel momento lo sconforto di un paese ferito, abbattutto per la morte di un politico dinamico, amato, e pianto amaramente.

Da quel momento le mille teorie sul reale movente della morte di Moro ha arrovellato le menti di tutti gli studiosi. Chi ha ucciso Aldo Moro?

Ferdinando Imposimato, giudice istruttore della vicenda parla chiaro: "L'uccisione di Moro è avvenuta per mano delle Brigate Rosse, ma anche e soprattutto per il volere di Giulio Andreotti, Francesco Cossiga e del sottosegretario Nicola Lettieri".

La stampa dell'epoca ipotizzò che le Br avessero scelto Moro perchè il diamante di punta dell'epoca, Andreotti, era troppo protetto. Lo stesso Andreotti però smentì la fondatezza dell'assunto, pubblicamente raccontando che ogni mattina abitudinariamente si recava di buon'ora, a piedi e del tutto solo, a messa in una chiesa vicina alla sua abitazione; come obiettivo, affermò, era anche eccessivamente facile.

Così le ipotesi sono piombate sui servizi segreti, su un'intromissione dell'URSS, degli Stati Uniti, Israele e Mafia.

Tutte ipotesi, nessuna certezza. Sono passati 40 anni dalla morte di Moro, ma nessuno ha trovato la risposta: chi era coinvolto nella sua morte?

Samantha Ciancaglini
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