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Omicidio Loris: conferma della sentenza contro la madre

Presenti in aula il padre e il nonno del bambino

06/07/2018, 10:53 | Attualità

Veronica Panarello, la donna accusata di avere ucciso il 29 novembre del 2014, il figlio Loris di 8 anni.

La Corte d'Assise conferma la sentenza d'assise d'appello di Catania conferma la sentenza di primo grado, del 17 ottobre del 2016, emessa dal Gup di Ragusa Andrea Reale,: trent'anni di reclusione.

La donna non accetta la sentenza, reagendo violentemente contro un giornalista e maltrattando il suocero a parole. Secondo Veronica, infatti, il suocero, Andrea Stival, l'ha accusata di omicidio per non far scoprire la loro presunta relazione. In aula, in piedi, lo indica nettamente con un dito e urla: "Sei contento? E tutta colpa tua, ma ti ammazzo con le mie mani quando esco...". La donna è portata fuori dalla polizia penitenziaria.

Andrea Stival, parte civile nel processo, replica tra rabbia e sdegno: "E' emerso lo schifo che ha fatto Veronica Panarello. Non c'è alcunché che potrei dire di lei che ha tolto la vita a un bambino e alle persone che stanno accanto a me. Non ci sarà mai giustizia per mio nipote, perché non tornerà più".

Suo marito David Stival, che si è riavvicinato al padre, tanto che in aula erano seduti uno accanto all'altro, definisce la reazione come "l'ennesimo show che Veronica fa davanti ai giornalisti e alle telecamere". "La riconferma della sua condanna - aggiunge amareggiato - non mi ridarà mio figlio. Ma Loris un minimo di giustizia doveva averla, lui rimane sempre nel mio cuore".

Per gli esperti la donna ha "una personalità in conflitto con sé e con i propri familiari, immatura sotto il profilo genitoriale, menzognera e fortemente istrionica, egocentrica e manipolatrice". Intanto il suo legale attende il deposito delle motivazioni: "sarà interessante leggerle - spiega Villardita - e in particolar modo per vedere perché non hanno concesso le circostanze attenuanti generiche, una sorte di semi infermità, di non dovere rifare la perizia psichiatrica e il confronto col suocero. Valuteremo il ricorso in Cassazione".

Samantha Ciancaglini
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Reg.Tribunale di Vasto n.141 del 6 Mar 2014 | Anno 5 | numero 230