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Grillo-show a Roma: "Cambiare poteri del capo dello Stato". E Conte: "Noi fino al 2023"

Martina attacca: "Va bene le risate, ma lasci stare il presidente"

21/10/2018, 19:25 | Attualità

Torna alla grande Beppe Grillo. A Roma, dal palco di Italia 5 Stelle, lancia uno strale contro il capo dello Stato, tenendo in una mano il microfono e nell'altra la "manina" di un manichino: "Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Il vilipendio... un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate. Non e' più in sintonia col nostro modo di pensare". Il riferimento è alla vicenda in cui è stato accusato di vilipendio.

E Grillo rende poi omaggio a Salvini, che è "uno che dice una cosa e la mantiene. L'etica della politica è la lealtà, e oggi è un miracolo della politica. Poi siamo strutturalmente come Dna diversi". Le agenzie di rating? "Non ho più paura di nessuno e tantomeno di questi malati". "Con il debito ci sono due significati il debito e la colpa. Io non mi sento in colpa, il debito non deve creare una colpa, perché se dovesse creare una colpa la Germania nel 1953 doveva pagare e invece non ha pagato", precisa il fondatore del Movimento. E ancora sull'accusa di vilipendio: "una promessa ve la faccio, se mi arrestano sarò più forte di prima".

Maurizio Martina, segretario del Pd, offre la prima reazione all'attacco di Grillo al capo dello Stato. 'Il comico miliardario prenda in giro chi vuole, non c'è alcun problema a farsi due risate al circo di domenica, ma lasci stare la Costituzione e il ruolo di garanzia del Quirinale. Il Capo dello Stato non si tocca caro Grillo". 

Intanto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto anche lui sul palco del Circo Massimo, dichiara: "Ci aspetta un cammino ancora lungo, gli oppositori se ne facciano una ragione".  "L'Italia ora si fa rispettare nei consessi internazionali, con forza, dignità, determinazione e giusto orgoglio". "Molti provavano a dissuadermi dall'incominciare questa esperienza, invece ho accettato con convinzione. Io il Movimento lo conoscevo, già 5 anni prima mi era stata chiesta la disponibilità per l'organo di autogoverno della magistratura, e io all'epoca dissi 'non vi conosco', ma mi fu risposto di fare solo il mio dovere e non ho mai ricevuto una sola indicazione in 5 anni", precisa Conte che  sottolinea:"Mi sono decurtato del 20% lo stipendio. Mi sono ridotto lo scorta".

"Stiamo lavorando intensamente dal primo giorno ma per realizzare tutto il nostro programma il nostro arco di impegno deve essere lungo: fino al 2023", dice Conte, che aggiunge di voler "essere il garante del contratto di governo e questo Paese lo cambieremo con voi". Per Conte "il programma da realizzare è lungo, abbiamo tante cose da fare, dobbiamo rinnovare il Paese dalle fondamenta". "Il reddito di cittadinanza ci sarà, noi le promesse le manteniamo. Il governo non può disinteressarsi del problema della povertà". 

Nicola Di Santo
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