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La biodanza per un perfetto equilibrio a livello psicofisico

Intervista a Angelica Scotti e Amaresh Pisanu sul significato e l'importanza della biodanza

18/09/2014, 02:37 | Attualità

 

 

 

Diffidenza gli uni verso gli altri! Sempre più spesso le persone sono restie a offrire un sorriso, una stretta di mano, così facendo si perde una cosa meravigliosa, il contatto tra le persone.  La biodanza offre la possibilità di riscoprire l’importanza di ritrovarsi, anche sempliceme attraverso un abbraccio. A parlare di questa disciplina Angelica Scotti direttrice della scuola di Biodanza in Sardegna e l’insegnante Amaresh Pisanu.

Che cosa s’intende per Biodanza?

Biodanza vuol dire danzare la vita, danzare la libertà di vivere, la possibilità di poter guardare negli occhi un’altra persona e di tornare a essere, essere umani, togliendo tutte le corazze, tutto ciò che c’è stato inculcato come divieto creando ovviamente delle limitazioni. Con la biodanza si è più predisposti a stare con le persone, si è più sereni nel prendere per mano uno sconosciuto, come facciamo nelle nostre classi e così tutte queste informazioni mentali vanno a scemare, fino a ritrovarsi a dire “ guarda, sto guardando una persona negli occhi senza alcun giudizio”.

In che anno è nata la biodanza in Sardegna?

La biodanza è presente in Sardegna dal 1996.

Le persone hanno risposto positivamente a questa disciplina?

Si infatti molti decidono anche di formarsi professionalmente per impartirla ad altri.

In quali città della Sardegna vi trovate?

La biodanza è presente con vari corsi settimanali nelle principali città sarde, quindi, Caglairi, Sassari, Oristano ed Alghero.

Voi cercate di prendere la vita meno seriamente?

No, cerchiamo di prendere la vita meno seriosamente, perché per noi la vita, qualsiasi forma di vita, è la cosa più seria. Proviamo a cercare di recuperare la naturalità che ci porta a gioire della vita, piuttosto che esserne sfruttatori.

Secondo voi perché le persone sono così restie a un contatto diretto con le altre persone, quindi anche semplicemente ad una stretta di mano?

Perché ci hanno insegnato erroneamente che l’altro è sempre diverso e potenzialmente pericoloso, “ non ti riconosco come un simile, ma ti riconosco come uno che in qualche modo vuole invadermi”. Per questo, l’argomento del contatto umano è un argomento su cui bisogna lavorare con molta progressività, perché indubbiamente siamo pieni di pregiudizi, di paure, di limitazioni, date da una visione fortemente sessualizzata del contatto umano. Per questo esiste una struttura del lavoro che facilita in maniera particolare chi sta iniziando, perché possano riscoprire la fiducia, perché il nostro obiettivo è di non mettere a disagio le persone, ma farle sentire bene.

Perché nella biodanza puntate sull’importanza dell’abbraccio?

Il movimento, la danza è una gioia enorme e ci permette di esprimere ad una persona anche semplicemente la mia disponibilità aprendo le braccia, perché do la mia disponibilità ad accoglierlo. L’abbraccio è il più semplice e chiaro gesto umano universale di accoglienza dell’altro.

Chi propone la biodanza che cosa deve insegnare?

Chi propone la biodanza non deve insegnare niente, deve solo facilitare una possibilità di ricontattare il nostro patrimonio espressivo naturale, innato, attraverso esercizi semplici che sono studiati molto accuratamente, sia nel movimento sia nella proposta musicale. Noi facilitiamo questa possibilità di naturalezza, non c’è nessun tipo do forzatura o costrizione, ognuno ritrova l’ambito della libertà nel muoversi, esprimendosi senza pregiudizi. Danzare la vita in qualsiasi momento.

Che cosa succede quando si varca la porta e s’inizia questo percorso?

Quando varchiamo la porta noi, ci rapportiamo con la persona, spogliandoci dei ruoli sociali e di molte sovrastrutture culturali. Le nostre classi hanno sempre un andamento organico, ripercorrendo cioè quella che è la curva biologica, con un movimento più attivo, più vivace, più ritmico, cui segue una parte di recupero dell’energia attraverso movimenti più lenti, rilassati, strutturati su base melodica, per poi tronare ad un risveglio che permette di uscire dalla sala serenamente.

Che effetti ha la biodanza sulle persone?

La biodanza ha effetti nella continuità, diciamo così, sullo sviluppo dell’espressione, quindi sul rafforzamento dell’identità personale, che è quello che poi permette anche il miglioramento delle relazioni e che consente di cambiare scelte di vita che risultano molto pesanti ma che inizialmente si possono sentire come inevitabili. Già nell’immediato, essendo un’attività strutturata su una base biologica molto forte, ha degli effetti riconoscibili nell’equilibrare i ritmi organici naturali e, ovviamente, grazie alla costanza anche questi effetti aumentano nel tempo.

Quali possono essere le affinità con altre tecniche di liberazione o d’introspezione tipo Yoga, meditazioni di Osho, Zen, etc?

Le grandi differenze sono due. Una riguarda la dimensione gruppale che viene da una consapevolezza antropologica, ossia del fatto che l’uomo è un animale sociale e come individuo isolato non esiste. Ciò porta al superamento della visione antropocentrica, cioè dell’uomo come centro del mondo. Molte delle attività citate favoriscono il benessere dell’individuo ma restano in un’ottica individualistica e spesso, rimangono in un lavoro che pur passando attraverso la mobilitazione del corpo, mantiene inalterata una gerarchia di valori tra la mente e il corpo. Un altro elemento che separa in qualche modo la biodanza da tutte le altre attività è l’elemento affettivo. Ormai è scientificamente dimostrato che l’affettività è alla base delle possibilità di sviluppo umano.

C’è qualche affinità tra biodanza e danza terapia?

E’ partito da questo, Rolando Toro, che lavorava in centri di disagio mentale in Cile, negli anni ’60 stava portando avanti un progetto di umanizzazione della medicina e ha cominciato portando le primissime esperienze di danza terapia e di musico terapia. Dopo si è reso conto che queste cose funzionavano in determinate situazioni e davano realmente dei giovamenti, però ha sviluppato il concetto della curva biologica tra attivazione e riposo molto importante in quell’ambito per riportare, per esempio, persone con forti disagi ad un maggior senso della realtà e persone con stati ansiosi molto forti a una possibilità di restare più sereni, quindi, ha inserito l’affettività che entrambe queste tecniche, che sono validissime, non tengono considerazione. Sia la danza terapia sia la musicoterapia, che hanno effettivamente dei risultati su tutta una serie di situazioni, però trovano un limite nel non riconoscere che lo sviluppo umano globale ha bisogno dell’affettività.

Qual è la vostra missione?

La nostra missione è la felicità. Rolando Toro diceva che “ il paradiso è qui, adesso!”

Un messaggio che volete lasciare ai lettori?

Che abbiano il coraggio di provare. A Gennaio è inoltre previsto l'inizio di un nuovo ciclo di formazione per affrontare un completo percorso di sviluppo personale ed apprendere la metodologia della facilitazione. Per qualsiasi informazione in ogni caso possono controllare su, biodanzasardegna.it e troveranno le risposte alle loro curiosità.

Quando la musica si unisce al movimento e alla comunicazione espressiva per lo sviluppo armonico della persona, nasce un qualcosa di unico e straordinario a livello psicofisico!


 

Desirè Sara Serventi
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Reg.Tribunale di Vasto n.141 del 6 Mar 2014 | Anno 5 | numero 265